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8.5 Urti tra punti materiali e corpi rigidi o tra corpi rigidi

217

tazione. Ovviamente non si conservano quantità di moto e

energia.

Assumendo come polo il centro del disco abbiamo

1

I

w

= (

I

+

m

2

d

2

)

w

9

,

I

= ––

m

1

R

2

2

m

1

R

2

w

9

= –––––––––––––––

w

;

2

m

1

R

2

+ 2

m

2

d

2

la rotazione prosegue in verso antiorario anche dopo l’urto.

L’impulso delle reazioni vincolari si calcola tramite la va-

riazione della quantità di moto del sistema e quindi del punto

di massa

m

2

, avendo il disco sempre quantità di moto nulla.

Esso ha due componenti, una verticale diretta verso l’alto do-

vuta all’arresto di

m

2

, una orizzontale diretta verso il lettore do-

vuta all’inizio della rotazione di

m

2

; in modulo

J

z

=

m

2

v

2, in

=

m

2

cvvv

2

gh

,

J

or

=

m

2

v

2, fin

=

m

2

w

9

d

.

L’impulso angolare delle reazioni vincolari è eguale alla va-

riazione della componente del momento angolare ortogonale

all’asse di rotazione (abbiamo detto che la componente paral-

lela si conserva) e quindi al

D

L

^

della massa

m

2

:

M

dt

= (

L

^

)

fin

– (

L

^

)

in

= –

OP

¥

m

2

v

2, in

,

essendo

OP

il raggio vettore dal centro del disco al punto di im-

patto. Inmodulo l’impulso angolare vale

m

2

d

v

2, in

=

m

2

d

cvvv

2

gh

.

Un’asta, di massa

m

1

e lunghezza

l

, è libera di ruotare in un

piano verticale attorno ad un asse orizzontale passante per il

suo centro. Inizialmente l’asta è in quiete in posizione oriz-

zontale. Un punto materiale, di massa

m

2

, colpisce con velocità

v

, ortogonale all’asta in direzione verticale, l’estremo dell’asta,

figura 8.19. Assumendo che l’urto sia elastico e che la velocità

v

9

del punto materiale dopo l’urto sia parallela a

v

, determi-

nare nell’istante successivo all’urto la velocità angolare

w

dell’asta e il modulo e il verso di

v

9

.

Soluzione

Data la presenza di una forza vincolare in

O

non

è possibile conservare la quantità di moto; possiamo però con-

servare rispetto ad

O

il momento angolare e, dato che l’urto è

elastico, possiamo utilizzare la conservazione dell’energia. Per-

tanto, assumendo

v

9

positiva se ha il verso indicato in figura,

l

l

l

2

m

2

v

–– =

I

w

m

2

v

9

–– ,

I

=

m

1

–– ;

2

2

12

1

1

1

––

m

2

v

2

= ––

I

w

2

+ ––

m

2

v

9

2

.

2

2

2

Risolvendo il sistema si trova

12

m

2

v

m

1

– 3

m

2

w

= –––––––– –– ,

v

9

= ––––––––

v

.

m

1

+ 3

m

2

l

m

1

+ 3

m

2

Il punto materiale prosegue il suo moto nello stesso verso

se 3

m

2

>

m

1

(

v

9

< 0), rimbalza se 3

m

2

<

m

1

(

v

9

> 0), si ferma

nell’istante dell’urto se 3

m

2

=

m

1

(

v

9

= 0).

E

SEMPIO

8.13

Un punto materiale cade su un’asta

m

2

v

l

prima dell’urto elastico

m

2

v

9

dopo l’urto elastico

Figura 8.19

Un disco, di massa

m

e raggio

R

, scivola con velocità

v

su un

piano orizzontale liscio. Esso urta un altro disco identico, ini-

zialmente in quiete e con il centro a distanza

R

dalla retta per-

corsa dal centro del primo disco, vedi figura 8.20. Dopo l’urto

i due dischi restano attaccati e procedono come un unico

corpo rigido. Determinare che velocità angolare deve avere il

primo disco affinché dopo l’urto la velocità angolare del si-

stema sia nulla.

E

SEMPIO

8.14

Due dischi si scontrano