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8.5 Urti tra punti materiali e corpi rigidi o tra corpi rigidi

215

la quantità di moto totale. Se invece esiste un vincolo che tiene fermo un punto del

corpo rigido, e quindi sviluppa una forza esterna di tipo impulsivo durante l’urto,

non si verifica la conservazione della quantità di moto. Infine, qualora rispetto a

un certo polo, fisso in un sistema di riferimento inerziale o coincidente con il cen-

tro di massa, il momento delle forze esterne, comprese quelle vincolari, è nullo, si

conserva il momento angolare rispetto a tale polo. Se agiscono solo forze interne

L

si conserva sempre, indipendentemente dalla scelta del polo.

Quando il corpo urtato è vincolato, il sistema di vincoli può esplicare durante

l’urto un sistema di forze che ha una risultante

R

e un momento risultante

M

. L’ef-

fetto complessivo, nel brevissimo tempo di durata dell’urto, è dato dall’impulso

della forza

J

=

Ú

R

dt

e dall’impulso angolare

Ú

M

dt

, eguali rispettivamente alla va-

riazione della quantità di moto e alla variazione del momento angolare del si-

stema.

Essendo la quantità di moto e il momento angolare grandezze vettoriali, è pos-

sibile trovare situazioni in cui la loro conservazione è parziale; per esempio,

P

x

e

P

y

si conservano,

P

z

cambia: questo vuol dire che l’impulso ha componenti

J

x

e

J

y

nulle, mentre

J

z

è diversa da zero. Analogamente per

L

e l’impulso angolare.

Un’asta è ferma sopra un piano orizzontale liscio; la massa

è

m

1

, la lunghezza

l

. Un punto materiale, di massa

m

2

e velocità

v

perpendicolare all’asta, colpisce l’asta a distanza

x

dal centro

O

e vi resta attaccato, figura 8.16. Determinare la velocità li-

neare e quella angolare del sistema dopo l’urto.

Soluzione

Durante l’urto, completamente anelastico, agi-

scono solo forze interne e pertanto si ha conservazione della

quantità di moto

P

e del momento angolare

L

.

La conservazione di

P

fornisce la velocità del centro di

massa prima e dopo l’urto. Dopo l’urto coincide con quella

del sistema asta più punto materiale attaccato all’asta:

m

2

m

2

v

= (

m

1

+

m

2

)

v

CM

,

v

CM

= ––––––

v

.

m

1

+

m

2

Determiniamo la posizione del centro di massa rispetto al

centro dell’asta nell’istante in cui avviene l’urto:

m

2

(

m

1

+

m

2

)

x

CM

=

m

2

x

fi

x

CM

= ––––––

x

.

m

1

+

m

2

Prima e dopo l’urto il centro di massa si muove lungo la linea trat-

teggiata in

figura 8.16,

con velocità

v

CM

.

Per quanto riguarda la conservazione di

L

, assumendo

come polo il centro di massa possiamo scrivere

l

2

(

x

x

CM

)

m

2

v

=

I

w

,

I

=

m

1

–– +

m

1

x

2

CM

+

m

2

(

x

x

CM

)

2

12

e quindi

(

x

x

CM

)

m

2

v

m

2

x

v

w

= ––––––––––––––––––––––––– = ––––––––––––––––– .

l

2

l

2

m

1

–– +

m

1

x

2

CM

+

m

2

(

x

x

CM

)

2

(

m

1

+

m

2

) –– +

m

2

x

2

12

12

La rotazione avviene in senso antiorario. Se l’urto avesse

luogo dall’altra parte rispetto al centro dell’asta il verso di ro-

tazione sarebbe orario. Non si ha rotazione solo con un urto al

centro dell’asta (

x

= 0,

w

= 0).

Dopo l’urto il centro di massa continua a muoversi con

moto rettilineo uniforme, mentre gli altri punti hanno un

moto composto da una traslazione con velocità

v

CM

e da una

rotazione, con velocità angolare

w

, rispetto ad un asse verticale

passante per il centro di massa.

x

In particolare, se

m

1

=

m

2

=

m

,

x

CM

= –– ,

2

v

x

v

v

CM

= –– ,

w

= –––––––– .

2

l

2

/6 +

x

2

E

SEMPIO

8.10

Urto completamente anelastico tra un punto materiale e un’asta libera

m

2

v

CM

m

2

x

CM

O

v

CM

w

Figura 8.16