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210

C A P I T O L O 8

Fenomeni d’urto

URTO ELASTICO

Si definisce come

urto elastico

un urto durante il quale

si conserva anche

l’energia cinetica del sistema

. Questo comporta che le forze interne, che si mani-

festano durante l’urto, siano conservative. I due corpi reali che si urtano subi-

scono, durante l’urto, delle deformazioni elastiche, riprendendo la configura-

zione iniziale subito dopo l’urto.

Nello studio di un urto elastico possiamo utilizzare le equazioni

P

in

=

P

fin

,

E

k

, in

=

E

k

, fin

(ed è l’unico caso in cui le due leggi valgono simultaneamente).

Limitandoci ad un

urto centrale

, che avviene quando due punti materiali si

muovono prima e dopo l’urto lungo la stessa direzione, abbiamo due equazioni di

conservazione e due incognite (le velocità dei due punti dopo l’urto) e possiamo

risolvere il problema. Scriviamo dunque in questo caso:

m

1

v

1, in

+

m

2

v

2, in

=

m

1, fin

+

m

2

v

2, fin

= (

m

1

+

m

2

)

v

CM

,

1

1

1

1

–– m

1

v

2

1, in

+

–– m

2

v

2

2, in

=

–– m

1

v

2

1, fin

+

–– m

2

v

2

2, fin

.

2

2

2

2

Risolvendo il sistema si trova la soluzione:

Il pendolo balistico, utilizzato per misurare la velocità di

un proiettile, consiste di un grande blocco di legno, appeso

verticalmente. Una pallottola di massa

m

, che viaggia orizzon-

talmente con velocità

v

, urta il pendolo rimanendovi confic-

cata, figura 8.9a. Se il tempo di collisione è piccolo rispetto al

periodo di oscillazione del pendolo, la cordicella che sostiene

la massa

M

resta praticamente verticale durante l’urto. Per

tempo di collisione si intende il tempo necessario perché il

proiettile si fermi all’interno del legno (si può stimare per fe-

nomeni di questo tipo una durata dell’ordine di 10

–4

s).

Nessuna forza esterna orizzontale agisce sul sistema e per-

tanto è possibile conservare nell’urto la componente orizzon-

tale della quantità di moto.

Terminata la collisione, figura 8.9b, il pendolo con la pal-

lottola inizia ad oscillare raggiungendo un’altezza massima

h

,

misurata rispetto alla posizione di equilibrio, tale che l’energia

potenziale corrispondente eguagli l’energia cinetica del si-

stema subito dopo l’urto. Si può pertanto risalire al valore

della velocità del sistema (

M

+

m

) e quindi a quella del proiet-

tile prima dell’urto.

La conservazione della quantità di moto durante l’urto,

completamente anelastico, dà

m

v

= (

m

+

M

)

v

9

.

Dopo l’urto, per la conservazione dell’energia meccanica

durante l’oscillazione,

1–– (

m

+

M

)

v

9

2

= (

m

+

M

)

g h

2

m

+

M

fi

v

9

=

cvvv

2

gh

,

v

= –––––

cvvv

2

gh

.

m

E

SEMPIO

8.4

Pendolo balistico

v

v

9

(a)

(b)

M

m

h

Figura 8.9

8.3

m

1

v

1, in

m

2

v

2, in

prima dell’urto

m

1

v

1, fin

m

2

v

2, fin

dopo l’urto nel laboratorio

m

1

v

9

1, in

m

2

v

9

2, in

CM

prima dell’urto

CM

dopo l’urto nel

CM

v

9

1, in

v

9

2, in

(a)

(b)

(c)

(d)

Urto elastico tra due punti mate-

rial in moto traslatorio nel si-

stema del laboratorio (

a

) e (

b

) e

nel sistema del centro di massa

(

c

) e (

d

).

Figura 8.10