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206

C A P I T O L O 8

Fenomeni d’urto

F

1, 2

= –

F

2, 1

fi

J

1, 2

= –

J

2, 1

;

le variazioni di quantità di moto sono eguali ed opposte.

Possiamo conservare la quantità di moto totale anche in presenza di forze

esterne? La risposta è positiva se la durata

t

dell’urto è sufficientemente piccola e

le forze esterne non sono impulsive. Infatti la variazione di quantità di moto totale

del sistema

dovuta

alle forze esterne è

D

P

=

t

2

t

1

F

(E)

dt

=

F

m

(E)

t

e se

t

è molto breve

D

P

risulta trascurabile. Il ragionamento non sarebbe corretto

se

F

(E)

fosse impulsiva nell’intervallo

t

in quanto in tal caso il valore medio

F

m

(E)

po-

trebbe assumere valori notevoli. Alternativamente, considerando

J

1, 2

o

J

2, 1

prima

calcolati, si può scrivere

J

=

t

2

t

1

F

dt

=

F

m

t

dove

F

m

è il valore medio della forza impulsiva nell’intervallo

t

(figura 8.2). Dato

che

J

assume un valore finito e

t

è molto breve,

F

m

può assumere valori estrema-

mente grandi, rispetto ai quali

F

m

(E)

è certamente trascurabile. La forza esterna non

modifica i singoli impulsi durante l’urto e quindi resta vera l’eguaglianza

J

1, 2

=

J

2, 1

e valida la conservazione della quantità di moto totale.

Quindi nell’ipotesi che l’interazione tra i punti materiali abbia un’intensità

molto grande rispetto alle eventuali forze esterne presenti un urto può essere de-

finito dalle seguenti proprietà:

• un urto comporta uno scambio di quantità di moto tra due punti sotto

forma di impulsi dovuti alle forze interne tra gli stessi;

• nell’urto la quantità di moto prima dell’urto è uguale alla quantità di

moto dopo l’urto, la quantità di moto si conserva.

Questa definizione prescinde dal meccanismo specifico con cui avviene il tra-

sferimento di impulsi e quindi dall’effettivo contatto tra i due punti materiali. Se

ad esempio un protone interagisce con un elettrone, figura 8.3, essi non vengono

mai effettivamente a contatto; il trasferimento di impulsi avviene a causa della

forza elettrica che si manifesta quando essi sono a piccolissima distanza. Questo

processo non viene influenzato dalla forza peso che agisce sulle due particelle, es-

sendo quest’ultima assolutamente trascurabile rispetto alla precedente.

t

F

(

t

)

t

F

m

F

m

= ––

t

f

(

t

)

dt

1

t

Valore medio della forza impul-

siva in un urto.

Figura 8.2

Una sfera di massa

m

= 300 g colpisce la sponda di un ta-

volo da bigliardo con la velocità

v

= 20 m/s che forma un an-

golo

q

= 60° con la sponda e rimbalza con la stessa velocità, fi-

gura 8.4. Se il contatto con la sponda dura

t

= 0.1 s, calcolare

la forza media esercitata dalla sponda sulla palla.

Soluzione

La variazione di quantità di moto, che determina

l’impulso e:

p

J

=

D

p

=

p

fin

p

in

= 2

m

v

cos

1

–– –

q

2

u

n

= 10.4

u

n

Ns

2

E

SEMPIO

8.1

Una palla da bigliardo

q

v

fin

q

v

in

u

n

Figura 8.4

+

p

p

+, fin

p

–, fin

e

p

+, in

p

–, in

J

+, –

J

–, +

Diffusione elastica (urto) tra un

elettrone ed un protone.

Figura 8.3