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214

C A P I T O L O 8

Fenomeni d’urto

(

m

1

e m

2

)

v

1, in

+

m

2

(1 +

e

)

v

2, in

v

1, fin

= ––––––––––––––––––––––––––

m

1

+

m

2

(8.5)

m

1

(1 +

e

)

v

1, in

+ (

m

2

e m

1

)

v

2, in

v

2, fin

= –––––––––––––––––––––––––– .

m

1

+

m

2

Con

e

= 1 si ritorna alle (8.3), valide per l’urto elastico, mentre con

e

= 0 si ha

v

1, fin

=

v

2, fin

=

v

CM

, come è giusto per l’urto completamente anelastico.

Due dischetti di massa

m

1

e

m

2

= 2

m

1

si muovono in un

piano l’uno contro l’altro in modo tale che il loro centro di

massa risulta fermo. Il primo dischetto ha velocità

v

1

= 20 m/s.

Nell’urto il 36% di energia cinetica viene persa. Calcolare la

velocità dei due dischetti dopo l’urto.

Soluzione

L’urto avviene nel sistema del centro di massa.

Prima dell’urto:

m

1

p

1

+

p

2

= 0 ,

v

2, in

= – ––

v

1, in

= –10 m/s .

m

2

L’urto anelastico è caratterizzato dal parametro

d

= –0.36,

per cui il coefficiente di restituzione è:

e

2

= 1 +

d fi

e

= 0.8 .

Dalla definizione del coefficiente di restituzione, in mo-

dulo:

v

1, fin

=

e

v

1, in

= 16 m/s ,

v

2, fin

=

e

v

2, in

= 8 m/s .

E

SEMPIO

8.8

Un urto anelastico tra due dischetti

Un punto materiale, figura 8.15, cade, partendo con velo-

cità iniziale nulla da un’altezza

h

1

, sopra un piano orizzontale,

rimbalza e risale all’altezza

h

2

minore di

h

1

. Calcolare il coeffi-

ciente di restituzione.

Soluzione

La velocità un istante prima dell’urto è

v

in

=

cvvv

2

gh

1

, quella un istante dopo l’urto è

v

fin

e il punto risale alla

quota

h

2

tale che

v

fin

= –

cvvv

2

gh

2

, dove il segno meno tiene conto

del fatto che

v

fin

è negativa. Dalle (8.5), nel caso limite di

v

2, in

= 0 e

m

2

=

, si ricava

v

fin

= –

e

v

in

. D’altra parte, proprio per la

grandissima differenza di massa tra piano e punto, possiamo

pensare che il centro di massa sia fermo e quindi che le velo-

cità nel sistema del laboratorio e nel sistema del centro di

massa siano eguali. Pertanto:

v

9

fin

v

fin

h

2

e

= – ––– = – ––– = –– .

v

9

in

v

in

h

1

E

SEMPIO

8.9

Un punto materiale che rimbalza sul pavimento

cvv

h

1

h

2

Figura 8.15

URTI TRA PUNTI MATERIALI E CORPI RIGIDI

O TRA CORPI RIGIDI

Anche per questi urti il riferimento è sempre costituito dalle leggi di conserva-

zione. Riassumendo sinteticamente, in un urto si può assumere la costanza

dell’energia cinetica del sistema solo se si sa a priori che l’urto è elastico. Se agi-

scono solo forze interne, o quelle esterne non sono di tipo impulsivo, si conserva

8.5