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218

C A P I T O L O 8

Fenomeni d’urto

Quando due corpi estesi si urtano, come è il caso dell’esempio 8.14, ma non re-

stano attaccati, le quantità di moto dopo l’urto formano normalmente un certo an-

golo con la direzione che avevano prima dell’urto. Infatti la forza interna impul-

siva

F

2, 1

agente sul primo corpo non è parallela a

p

1, in

e quindi

p

1, fin

risulta deviata

rispetto alla direzione iniziale del moto; lo stesso succede per il secondo corpo. La

situazione è mostrata qualitativamente in figura 8.21 riferita a due dischetti che

non ruotano prima dell’urto. Essi non ruotano nemmeno dopo se non c’è attrito

al contatto, cioè se le forze interne non hanno componente tangente. Altrimenti

il momento dell’attrito mette in rotazione i dischetti.

Solo se i centri dei due dischetti si muovono lungo la stessa retta non si ha de-

viazione e si parla di urto centrale; l’urto della figura 8.21 non è centrale.

Soluzione

Nell’urto si conserva il momento angolare, ri-

spetto a qualsiasi polo. Prendendo come polo il centro di

massa del sistema e volendo che dopo l’urto il moto sia trasla-

torio, abbiamo

L

fin

= 0; quindi, rispetto al centro di massa, deve

essere

L

in

= 0. Prima dell’urto solo il disco in movimento con-

tribuisce al momento angolare, per cui abbiamo

L

in

=

I

w

+

r

CM

¥

m

v

,

secondo il teorema di König;

I

w

è il momento angolare del di-

sco rispetto al proprio centro di massa (

I

=

1

/

2

m R

2

),

r

CM

¥

m

v

è il momento angolare del centro di massa del disco rispetto al

centro di massa del sistema e vale in modulo

R

/2

m

v

(il cen-

tro di massa del sistema dista

R

/2 dalla retta individuata da

v

).

Si osservi che

r

CM

¥

m

v

è diretto verso il foglio; se

L

in

= 0,

I

w

deve essere diretto verso il lettore, cioè il primo disco deve ruo-

tare in senso antiorario. Allora in modulo

R

v

I

w

– ––

m

v

= 0 ,

per cui

w

= –– .

2

R

v

r

CM

CM

w

w

R

v

prima

all’urto

Figura 8.20

F

2, 1

F

1, 2

p

1, fin

p

2, fin

p

1, in

p

2, in

(a)

(b)

(c)

prima dell’urto

all’urto

dopo l’urto

Urto tra due dischetti che si muovono in un piano orizzontale.

Figura 8.21

R

IEPILOGO

Nell’

urto

tra

due punti materiali

di massa

m

1

e

m

2

si eser-

citano per tempi brevi forze interne di tipo impulsivo che mo-

dificano le quantità di moto di ciascuno lasciando costante la

quantità di moto totale:

m

1

v

1, in

+

m

2

v

2, in

= (

m

+

m

2

)

v

CM

=

m

1

v

1, fin

+

m

2

v

2, fin

. (8.1)

La velocità del centro di massa

v

CM

rimane costante così

pure la sua energia cinetica

E

k

,

CM

. Ciò che può variare è

l’ener-

gia cinetica rispetto al centro di massa

:

1

1

E

9

k

= ––

m

1

v

9

2

1

+ ––

m

2

v

9

2

2

,

2

2