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Parte Seconda
Le singole discipline – Diritto costituzionale
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ni sindacali sono tuttora organismi non riconosciuti perché l’art. 39 non è mai stato attuato, e ciò
soprattutto per l’opposizione di uno dei maggiori sindacati dei lavoratori.
Libertà di sciopero (art. 40, Cost.)
Lo sciopero consiste nell’astensione dal lavoro e si esercita nell’ambito delle leggi che lo re-
golano, ponendo limiti a tutela dei diritti altrui (es. garanzia dei servizi pubblici essenziali po-
sta dalla legge n. 146/1990, come modiicata e integrata dalla L. n. 83/2000.
Libertà d’impresa (art. 41, Cost.)
La libera iniziativa imprenditoriale non può svolgersi in contrasto con l’utilità sociale o in
modo da recare danno alla sicurezza, alla libertà, alla dignità umana. La legge determina i pro-
grammi e i controlli per indirizzare l’attività economica pubblica e privata a ini sociali.
Diritto a non essere discriminato dalle leggi o uguaglianza formale
L’uguaglianza formale di cui all’art. 3, comma 1, Cost., garantisce il cittadino contro ogni discrimi-
nazione. «Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzio-
ne di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali».
Diritto al pieno sviluppo della persona o uguaglianza sostanziale (art. 3, comma 2, Cost.)
L’uguaglianza sostanziale è alla base della pretesa della persona a vedere rimossi gli ostacoli di or-
dine economico e sociale che le impediscono la piena realizzazione umana; il principio segna an-
che il passaggio dallo
Stato liberale
allo
Stato interventista e sociale
, impegnato a creare le con-
dizioni per la fruizione da parte di tutti di utilità sociali come la salute, il lavoro, la previdenza e
l’istruzione. «È compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale,
che, limitando di fatto la libertà e la uguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo del-
la persona umana e l’effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all’organizzazione politica, eco-
nomica e sociale del Paese». L’elenco delle libertà e dei diritti del cittadino presenti in Costituzio-
ne non è da ritenersi deinitivo né pertanto ricognitivo di tutte le libertà e diritti esistenti.
Il progresso sociale genera nuove richieste di libertà e quindi un ampliamento di quell’elen-
co: si pensi, a titolo di esempio, alla tutela dei dati personali o diritto alla privacy, alla tutela
del consumatore, al diritto all’ambiente, al diritto all’identità personale, e così via.
Peraltro, non basta dichiarare l’esistenza di queste nuove libertà, ma occorre trovare delle so-
luzioni che ne rendano effettiva la realizzazione e ciò perché «gli strumenti delle libertà (…)
vengono in primo piano, per cui la libertà non deve cercarsi nella Costituzione e nelle leggi
che la determinano in via di principio, quanto nell’amministrazione che appresta i meccani-
smi per assicurarla in concreto».
3.3.2 I
DOVERI
COSTITUZIONALI
L’art. 2 della Costituzione, pur riconoscendo i diritti inviolabili della persona, contestualmen-
te «richiede l’adempimento dei doveri inderogabili di solidarietà politica, economica e socia-
le». I doveri inderogabili sono quelli scaturenti dal
principio di solidarietà
da cui nessun cit-
tadino può esentarsi né essere esentato.
I doveri sono, quindi, situazioni giuridiche di obbligo che perseguono una pluralità di ini:
– consentire la più ampia partecipazione possibile dei cittadini alla vita economica, sociale
e politica del Paese per un pieno esercizio dei diritti civili e politici;
– permettere che ognuno contribuisca concretamente alla crescita ed allo sviluppo della col-
lettività nazionale;