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Metodologia per l'analisi dei dati informatizzati testuali

Fondamenti di teoria della misura per la Scienza Dialogica

Turchi
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Analisi dei dati informatizzati testuali


Così come nelle altre scienze, anche per la Dialogica si è profilata la necessità di dover organizzare gli elementi e di poterne descrivere le proprietà così da essere nelle condizioni di padroneggiare e conoscere la “materia” del loro studio ovvero i processi discorsivi e la modalità (definita anche La Regola) del loro formarsi. Un modo consono per approfondire questo problema (scientifico) consistette nell’ordinare gli elementi secondo le loro proprietà, osservandone l’aspetto, l’“odore”, e poterle appunto “toccare”.

Da qui nacque il primo tentativo di rispondere alle esigenze scientifiche descritte, con il Glossario dei repertori discorsivi pubblicato nel 2005. Lo strumento consentiva di poter denominare i processi discorsivi e di disporre di una categorizzazione ma non consentiva di poter applicare una metrologia agli stessi.

Successivamente venne costruita la prima ipotesi di Tavola Periodica formalizzata, la cui elaborazione attualmente definita è quella che si propone in questa sede. Questo passaggio della Dialogica è tanto rilevante quanto lo è stato per le altre scienze che, dotandosi di strumenti con cui dare ordine agli enti teorici oggetto del loro studio, sono state nella condizione di poter anticipare il loro movimento, le associazioni le loro relazioni (si legga processuali), così come lo stesso Foucault ipotizzava.

Per ordinare gli enti teorici si è proceduto per confronto e per definizione, rispetto alle proprietà processuali degli enti stessi che via via si conoscevano attraverso la ricerca scientifica. Parafrasando Wittgenstein, l’origine e la forma primitiva delle modalità discorsive è una reazione, solo da questa possono svilupparsi le forme più complesse… “L’uso fu il principio”.

Destinatari
Rivolto a studenti universitari per i corsi di scienze dell'educazione, psicologia (indirizzo clinico, del lavoro), scienze della comunicazione, scienze politiche, marketing, scienze sociali.

Gian Piero Turchi, studioso e ricercatore, fondatore della Scienza Dialogica, si occupa di questioni scientifiche e metodologiche in ambito di Salute per la Comunità. Docente di Psicologia della Salute e Psicologia delle differenze culturali e clinica della devianza presso l’Università degli studi di Padova. Svolge attività di supervisione e progettazione nell’ambito delle politiche sociali della salute per enti e istituzioni sia pubbliche che private. Coordina il comitato tecnico scientifico MADIT (Metodologia di Analisi dei Dati Informatizzati e Testuali) fondato nel 2002 presso l’Università degli studi di Padova.

Luisa Orrù, membro del comitato tecnico scientifico MADIT dal 2002, collabora con il gruppo di ricerca di riferimento.

con contributi di:
Alessia Apollonia, Pragmata S.r.l.
Dalila Barbanera, Pragmata S.r.l.
Federico Bonazza, Università degli Studi di Padova
Gabriele Casarin, Università degli Studi di Padova
Annalisa Di Maso, Pragmata S.r.l.
Roberta Durante, Pragmata S.r.l.
Debora Fortuna, Ministerio de Justicia – Cordoba-Argentina
Valeria Gherardini, Pragmata S.r.l.
Anna Girardi, Università degli Studi di Padova
Roberta Iacopozzi, Pragmata S.r.l.
Michela EscobarMeneses, Università degli Studi di Padova
Eleonora Pinto, Università degli Studi di Padova
Michele Romanelli, Università degli Studi di Padova
Enrica Vitali, Università degli Studi di Padova

1. Introduzione alla Scienza Dialogica
1.1 Introduzione: la filiera della conoscenza
1.2 Quale l’oggetto di conoscenza della Scienza Dialogica?
1.3 Spiegazione, comprensione, descrizione: qual è il modo di conoscere per la Scienza Dialogica

2. La metodologia per la Scienza Dialogica
Premessa. Fondamenti per un metodo: descrizione delle entità teoriche della Dialogica
2.1 La denominazione delle produzioni discorsive: i Repertori Discorsivi
2.2 Per una fondazione del dato nella Scienza Dialogica: oltre la contrapposizione fra analisi qualitativa e analisi quantitativa
2.3 Dalla rappresentatività del campione alla rappresentatività testuale
2.4 La misura del dato discorsivo
2.5 La proposta di un metodo per la Scienza Dialogica: la raccolta del dato osservativo non numerico
2.6 Misurazione della configurazione: la Tavola Periodica dei Repertori Discorsivi

3. MADIT per la Teoria dell’Identità Dialogica
Premessa
3.1 La Teoria dell’Identità Dialogica: la realtà come configurazione discorsiva
3.2 Dalla misura del costrutto alla sua descrizione
3.3 Esemplificazioni dell’utilizzo di MADIT per la ricerca

Considerazioni conclusive

Bibliografia