MM3 - Diritto Costituzionale - page 7

Il tema dei costi e della trasparenza della politica, squassata dai numerosi
scandali scoppiati nel 2012 a livello soprattutto regionale, è stato oggetto di inter-
venti legislativi volti a recepire il contenuto di Convenzioni internazionali: si
segnala, al riguardo, la L. 6 novembre 2012, n. 190, recante
Disposizioni per la
prevenzione e la repressione della corruzione e dell’illegalità nella pubblica
amministrazione
, e il D.lgs. 31 dicembre 2012, n. 235, che ha introdotto una com-
piuta disciplina della
incandidabilità alla carica di membro del Parlamento
europeo, di deputato e di senatore della Repubblica
, ricollegabile alla soggezione
a sentenze di condanna definitive, nonché delle incandidabilità alle elezioni regio-
nali, provinciali, comunali e circoscrizionali.
Sempre a metà strada fra ordinamento nazionale e ordinamento europeo si
colloca anche la L. 24 dicembre 2012, n. 234 che, abrogando la legge n. 11 del
2005, ha riscritto la
disciplina della partecipazione dell’Italia alla fase ascenden-
te di formazione e discendente di attuazione del diritto europeo
. La recentissima
legge ha provveduto adeguare la nostra legislazione ai nuovi poteri affidati dal
Trattato di Lisbona ai parlamenti nazionali.
Sul tema dell’equilibrio dei poteri si segnala, invece, la sentenza della Corte
costituzionale n. 1 del 2013, che ha risolto il
conflitto di attribuzione sollevato
dal Presidente della Repubblica
Giorgio Napolitano nei confronti dei pubblici
ministeri di Palermo in merito ad alcune intercettazioni occasionali di proprie
conversazioni con soggetti indagati. La sentenza ha enunciato alcuni principi in
tema di prerogative del Capo dello Stato che a detta di alcuni critici sembrano dif-
ferenziare in modo significativo la figura del Presidente della Repubblica dagli
altri organi costituzionali.
Infine, ma non meno significativi per i riflessi sulla vita quotidiana dei cittadi-
ni italiani, la legge 10 dicembre 2012, n. 219 in tema di
riconoscimento dei figli
naturali
che, attuando il principio di eguaglianza sancito dall’art. 3 Cost., ha
sostanzialmente equiparato i figli naturali a quelli legittimi (in tal senso è emble-
matica la nuova formulazione dell’art. 315 del codice civile: “Tutti i figli hanno lo
stesso stato giuridico”); e le pronunce della Corte costituzionale, della Corte di
cassazione e della Corte europea in tema di
coppie omosessuali
.
Gennaio 2013
V
Introduzione ala materia
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