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Caratteristiche dell’esame di ammissione
1 L’ammissione universitaria
Per la gran parte dei ragazzi che al termine della scuola media superiore desideri iscriversi ad un cor-
so universitario, gli esami di ammissione e di orientamento sono diventati una realtà con cui occorre
confrontarsi.
Oltre ai corsi di laurea programmati a livello nazionale
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(Medicina e Chirurgia, Medicina veteri-
naria, Odontoiatria e protesi dentaria, Architettura/Ingegneria Edile, Professioni sanitarie e Scienze
della formazione primaria), un numero crescente di università sta istituendo esami di ammissione
o di orientamento per regolare le immatricolazioni ed evitare che l’elevato numero di iscritti possa
compromettere la qualità dell’insegnamento o che un eccessivo numero di laureati non riesca ad
essere assorbito dal mondo del lavoro. Questa tendenza è stata rafforzata dall’approvazione del Re-
golamento ministeriale 12/01 che ha istituito i cosiddetti “requisiti minimi”, ancorando la capacità di
immatricolazioni delle università al rispetto di una serie di parametri relativi alla adeguatezza delle
strutture e del corpo docente. Con tale normativa il Ministero ha di fatto obbligato tutte le Università
con strutture o docenti insufficienti rispetto al numero di iscritti a sdoppiare il corso o istituire il nu-
mero programmato, pena l’esclusione dai finanziamenti erogati dallo Stato.
Per quanto riguarda i corsi di laurea ad accesso libero, che non prevedono cioè alcun esame di
ammissione, va comunque rilevato che il Decreto sull’autonomia didattica degli atenei (D.M. n. 509
del 1999) ha stabilito che i regolamenti didattici dei singoli atenei “
richiedono il possesso o l’acqui-
sizione di un’adeguata preparazione iniziale
”, definendo le conoscenze richieste per l’accesso e, ove
necessario, le modalità di verifica. Ciò ha aperto la strada alle
prove di orientamento
, che hanno lo
scopo di valutare la preparazione iniziale degli studenti. Questo tipo di prova non è in genere vinco-
lante, ha il solo scopo di indirizzare ma non selezionare gli studenti. Viene generalmente indicato un
punteggio minimo che corrisponde alla sufficienza; a chi ottiene un punteggio inferiore a tale soglia
non viene preclusa l’iscrizione, vengono tuttavia indicati specifici obblighi formativi da soddisfare
nel primo anno di corso
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. Alcune facoltà predispongono inoltre una serie di precorsi con l’obiettivo di
portare lo studente al livello di conoscenze del resto della classe.
Oltre ad assicurare un’adeguata preparazione iniziale, gli esami di orientamento hanno anche lo
scopo di indirizzare gli studenti verso corsi di studio più adatti alle proprie inclinazioni o capacità; in
caso di risultato insufficiente, infatti, l’iscrizione non è preclusa ma “sconsigliata”.
Indipendentemente dal corso di laurea che avete scelto e dal tipo di selezione che vi aspetterà,
è dunque necessario che impariate a confrontarvi con questi strumenti di selezione e che iniziate a
prepararvi come meglio potete ad una prova che con tutta probabilità condizionerà il vostro futuro.
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Legge 2 agosto 1999, n. 264 –
Norme in materia di accessi ai corsi universitari
.
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La determinazione dei debiti formativi è basata sul punteggio ottenuto dal candidato in una o più sezioni della prova di am-
missione. Esistono marcate differenze tra gli atenei in relazione sia alle sezioni significative, sia ai punteggi ritenuti sufficienti.
Differenze rilevanti riguardano anche il trattamento degli studenti che entro il primo anno dall’immatricolazione non abbiano
colmato le loro carenze formative: si va dal collocamento in una posizione di fuoricorso al divieto di proseguire gli studi nello
stesso corso di laurea. Per questo motivo, in materia di debiti formativi, è consigliabile consultare direttamente gli organi di
orientamento istituiti presso i singoli atenei.