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UNITÀ I

Introduzione

MODELLI CULTURALI

Considerazioni culturali

nell’assistenza sanitaria

È doveroso che gli infermieri tengano presente la natura non fami-

liare e opprimente degli ambienti sanitari. La maggior parte dei pa-

zienti si sente a disagio in ambiente clinico, specialmente quando

si sottopone a procedure, ascolta una terminologia non familiare e

riceve assistenza da persone che presumibilmente indossano ma-

schere e guanti. Immaginiamo che il paziente non sia di lingua ita-

liana o che sia sordo; le difficoltà psico-emozionali e anche fisiche

in questo caso sono amplificate. Quando la chiarezza della comu-

nicazione risulta compromessa, lo sono anche l’efficacia terapeu-

tica e la sicurezza del paziente. È quindi essenziale chiarire al pa-

ziente tutti gli aspetti dell’assistenza e avere a disposizione

interpreti preparati, quando necessario. È fondamentale, inoltre,

che anche i membri del team assistenziale siano certi di capirsi tra

loro, in quanto potrebbe darsi che non tutti gli infermieri, i mem-

bri del personale di supporto, i medici e gli altri operatori sanitari

siano di lingua italiana. Chiedere spesso chiarimenti e non dare

nulla per scontato sono due atteggiamenti che possono contri-

buire ad evitare errori clinici. Nel dubbio, bisogna chiedere.

Quando ci si trova di fronte ad una diversità culturale, è partico-

larmente importante interrogare il paziente su abitudini alimentari

e di attività fisica, pratiche sanitarie e di guarigione, organizzazione

e ruoli familiari, rete di supporto sociale, credenze e pratiche spiri-

tuali e religiose, modalità di comunicazione, relazioni tra i sessi e

rapporto con l’autorità. È fondamentale anche un’indagine su que-

stioni relative agli spazi personali, sull’orientamento temporale e

sull’esplicazione da parte del paziente del proprio stato di salute.

Per trovare materiale interessante relativo alle considerazioni

culturali negli ambienti sanitari, si cerchi nel web Culturally and Lin-

guistically Appropriate Services (CLAS) per gli ambienti sanitari. An-

che

Holistic Nursing: A Handbook for Clinical Practice

(Dossey,

Keegan e Gazzetta, 2005) comprende materiale e valutazioni cul-

turali che gli infermieri dovrebbero incorporare nei processi di ac-

cettazione e di assistenza clinica.

nella cartella clinica del paziente. Le procedure assistenziali

sono erogate direttamente dall’infermiere. Previa valutazione

delle conoscenze e abilità del

personale di supporto

o dei ca-

regiver, alcune procedure assistenziali possono essere delegate,

sempre però sotto diretto controllo e responsabilità dell’infer-

miere. La qualità dei rapporti tra i membri del team di assistenza

sanitaria influisce direttamente sulla qualità dell’assistenza for-

nita. La sicurezza dei pazienti dipende dalla comunicazione

chiara e dai rapporti positivi tra gli infermieri e gli altri opera-

tori dell’équipe sanitaria. Come leader di una squadra, gli infer-

mieri possono provare a creare ambienti in cui i pregi e i difetti

di ognuno siano affermati, la formazione continua e la curiosità

siano incoraggiate e la responsabilità sia sostenuta. Le tecniche

interpersonali dell’infermiere sono la base per poter fornire

un’assistenza sanitaria efficace e sicura.

AVVERTENZA

Una comunicazione chiara e completa aumenta la sicurezza negli

ambienti di cura.

I principi di promozione e mantenimento della salute sono ri-

conosciuti dal nursing come obiettivi prioritari. Perciò, le azioni

più importanti dell’infermiere comprendono la comunicazione

chiara con i pazienti, i colleghi e le famiglie, la consapevolezza

della diversità culturale e la conoscenza degli ambienti sicuri e

curativi. La privacy dei pazienti deve essere protetta sempre e

comunque. Questo è essenziale non solo in virtù della regola-

mentazione sulla privacy, ma anche perché rappresenta un

modo etico e rispettoso di praticare l’assistenza infermieristica.

Florence Nightingale ha scritto molto sul ruolo dell’infermiere

che, attraverso la cura dell’ambiente, aumenta la capacità di

guarigione che è innata in ogni paziente. Ella ritiene che, garan-

tendo alle persone la luce giusta, aria pulita, quiete, alimenta-

zione sana e interazioni rasserenanti, si crei per loro la condi-

zione ottimale perché si verifichi il processo di guarigione

naturale (Dossey, Selanders et al., 2005). Ella ha scritto inoltre

sui benefici di pet-therapy, musica, colori, natura e assistenza

spirituale.

Nightingale ha spesso sottolineato l’importanza dell’igiene

personale e ambientale. La prevenzione della trasmissione di or-

ganismi potenzialmente infettivi tra l’infermiere, il paziente e

altri soggetti costituisce una priorità. In questo capitolo ven-

gono descritte le procedure usate con tutti i pazienti da seguire

per il lavaggio delle mani e per l’utilizzo delle precauzioni stan-

dard e dei dispositivi di protezione individuale (DPI) (guanti,

camici, occhiali e mascherine) per prevenire l’insorgenza o la

trasmissione delle infezioni. La recente pubblicazione

Guideli-

nes for Isolation Precautions: Preventing Transmission of In-

fectious Agents in Healthcare Settings 2007

del Centers for Di-

sease Control and Prevention (Siegel, Rhinehart, Jackson,

Chiarello e the Healthcare Infection Control Practices Advisory

Committee [HICPAC], 2007) riporta un’estesa rivisitazione

delle precauzioni standard (PS) per il controllo delle infezioni e

illustra procedure avanzate per il controllo delle infezioni; le

precauzioni standard includono l’utilizzo dei dispositivi di pro-

tezione individuale. Ulteriori informazioni sull’assistenza a pa-

zienti infetti sono descritte nel Capitolo 7.

In generale, la pratica è guidata dai seguenti principi:

Tenere le mani lontano dal viso.

Operare dalle zone più pulite verso le zone più sporche.

Toccare il minor numero possibile di superfici.

Sostituire i dispositivi di protezione individuale quando

sono rotti o molto contaminati.

Lavare le mani immediatamente dopo aver rimosso i

dispositivi di protezione individuale.

LAVAGGIO DELLE MANI

Ogni individuo può ospitare microrganismi innocui per sé in

quel momento, ma pericolosi per un’altra persona. Inoltre, i mi-

crorganismi, se riescono a superare le barriere protettive natu-

rali, possono provocare infezioni nell’ospite penetrando all’in-

terno dell’organismo. Il lavaggio delle mani è considerato la

misura più efficace per il controllo delle infezioni nosocomiali

(quelle che si contraggono in ospedale) (Akyol, Ulusoy e Ozen,

2006). Il rispetto delle regole per il lavaggio delle mani conti-

nua ad essere inadeguato tra i professionisti sanitari (Akyol et

al., 2006; Bentos, 2007; Maskerine e Loeb, 2006).

Il lavaggio delle mani consiste in un vigoroso sfregamento

delle mani con l’uso di un sapone o di un altro agente detergente

(Houghton, 2006; World Health Organization [WHO], 2005).

Sono essenziali per l’efficacia dell’operazione l’uso di una fri-

zione adeguata, per un tempo abbastanza lungo da permettere la