PAROLE CHIAVE
affermazione positiva,
5
agenti patogeni ematici,
5
assistenza olistica,
3
attenzione,
3
cura di sé,
3
dispositivi di protezione
individuale,
4
documentazione,
17
fomite,
10
infezioni nosocomiali,
4
personale
di supporto
(OSS, OTA),
4
precauzioni standard
(PS),
5
presenza terapeutica,
3
3
Questo capitolo introduce le procedure fondamentali utilizzate
in tutte le fasi dell’assistenza infermieristica. Dal momento che
l’assistenza infermieristica è sia un’arte che una scienza, note-
vole attenzione viene rivolta ad una varietà di tecniche volte a
creare un ambiente curativo per i pazienti. Un adeguato approc-
cio assistenziale tra infermiere e paziente costituisce già una
procedura di base. L’
assistenza olistica
prevede che ci si ri-
volga all’uomo inteso come entità bio-psico-sociale, prestando
attenzione all’ambiente circostante e all’interiorità delle per-
sone. Di particolare importanza per facilitare i processi di gua-
rigione sono le relazioni con i pazienti e i colleghi.
CREAZIONE E MANTENIMENTO
DI UN AMBIENTE CURATIVO
La creazione di un ambiente in cui possa avvenire la guarigione
dei pazienti richiede la conoscenza di molte procedure assisten-
ziali. Gli infermieri forniscono sostegno, conforto e sicurezza;
pertanto, essi sono strumenti del processo di guarigione e de-
vono essere “in sintonia” con se stessi per essere efficienti al
massimo. Questo richiede che gli infermieri provvedano quoti-
dianamente alla
cura di sé
(Hurley, 2007). Svolgere regolar-
mente esercizio fisico o discipline sportive, seguire una dieta
sana, esercitarsi nella comunicazione chiara, coltivare relazioni
positive, fare pasti regolari e pause di ristoro mentre sono a la-
voro sono tutti esempi di cura di sé. Più tempo dedicano alla
cura di sé, più riescono ad accrescere la loro capacità di essere
attenti e terapeuticamente presenti verso i loro pazienti.
Il concetto di
presenza terapeutica
è da attribuire a Florence
Nightingale, che nei suoi scritti rivolti agli infermieri ha enfatiz-
zato l’ascolto profondo, la compassione, l’attenzione, l’autocon-
sapevolezza, la ricerca del significato e l’uso dell’immaginazione
(Dossey, Selanders, Beck e Attewell, 2005). La teorica del Nur-
sing Jean Watson (2005) ha descritto la presenza terapeutica in
termini di utilizzo di intenzioni curative, connessioni intuitive ed
amorevoli, autoconsapevolezza e una concentrazione centrata e
attenta. Essere
attenti
significa essere pienamente concentrati sul
momento presente. La presenza attenta dell’infermiere amplifica
gli effetti terapeutici delle procedure infermieristiche erogate ai
pazienti (Anderson, 2007). Inoltre, una pratica assistenziale
attenta può ridurre i livelli di stress negli infermieri (Mackenzie,
Poulin e Seidman-Carlson, 2006). L’essere attenti può essere
favorito da respirazione profonda e immaginazione positiva.
L’assistenza infermieristica olistica abbraccia la natura com-
plessiva dei pazienti offrendo procedure rivolte all’interconnes-
sione corpo-mente-spirito delle persone. Nel corso di ogni in-
contro devono essere tenuti in considerazione gli ambiti
psicosociale, emozionale e spirituale che sono presenti nei pa-
zienti colpiti da qualunque tipo di alterazione dello stato di salute
fisico o mentale. Ignorare tale totalità può condurre ad un’ogget-
tivizzazione del paziente e ad uno stile meccanico nell’assistenza
infermieristica – un approccio del “fare a” piuttosto che un ap-
proccio terapeutico del “fare con”. Il focalizzarsi sulla qualità
della relazione infermiere-paziente è un punto nodale della pra-
tica olistica; in questo tipo di relazione assistenziale risulta es-
senziale l’enfasi sul rispetto e sull’etica. Questa è l’arte dell’in-
fermieristica, che richiede un’ampia gamma di procedure.
Le procedure cliniche, come quelle incluse in questo testo,
possono essere svolte in modo olistico. L’attitudine e l’intenzione
dell’infermiere che svolge le procedure fanno una differenza fon-
damentale (Chaloner, 2007). Benché gli infermieri possano aver
effettuato una data procedura numerose volte, per il paziente po-
trebbe trattarsi della prima volta, per cui molto probabilmente si
sentirà impaurito e alquanto ansioso. La competenza tecnica da
sola, pur essendo rassicurante, non facilita il processo di guari-
gione, a meno che non sia accompagnata da gentilezza e compas-
sione. Le tecniche di comunicazione terapeutica consentono agli
infermieri di svolgere le procedure tecniche con modalità che fa-
voriscono la guarigione.
Holistic Nursing: A Handbook for Clini-
cal Practice
(Dossey, Keegan e Gazzetta, 2005) è un’eccellente
risorsa per i processi e le tecniche di comunicazione terapeutica.
Terapie tattili, procedure mente-corpo e assistenza spirituale
sono tecniche di base che tutti gli infermieri dovrebbero essere pre-
parati a fornire. La Joint Commission on Accreditation of Health-
care Organizations (JCAHO), l’organizzazione che accredita gli
ospedali, specifica che dovrebbe essere condotta una valutazione
spirituale su tutti i pazienti. Immaginazione guidata, massaggi e ri-
lassamento muscolare progressivo sono trattati in dettaglio nel Ca-
pitolo 9 e nella Nursing Interventions Classification (NIC) sono in-
cluse molte altre tecniche che possono essere apprese e praticate a
discrezione dell’infermiere per facilitare la guarigione (Dossey,
Keegan e Gazzetta, 2005). Focalizzare l’attenzione sulle parti cor-
poree o sui processi patologici può facilitare le cure, ma non favo-
risce la guarigione globale dell’individuo. Numerose organizza-
zioni, tra cui la World Health Organization, l’American Nurses
Association, l’International Council of Nurses e l’AmericanAsso-
ciation of Collages of Nursing, sottolineano l’importanza dell’as-
sistenza spirituale (Young e Koopsen, 2005).
AVVERTENZA
Tutti gli infermieri devono imparare a fornire assistenza con
competenza tecnica, culturale e spirituale.
■
Quando si offre assistenza, bisogna prestare attenzione alle
esigenze culturali di ciascun paziente. Inoltre, tutte le tecniche
devono essere effettuate prestando un’attenzione speciale al-
l’uso di dispositivi e procedure che proteggano sia l’infermiere
che il paziente e devono essere accuratamente documentate




